La nuovissima Sennebogen 850 G consegnata in anteprima mondiale da Cesaro Mac Import al Gruppo Pittini per lo stabilimento di Osoppo.
Nel cuore del Friuli, lo stabilimento di Osoppo del Gruppo Pittini rappresenta un nodo produttivo rilevante della siderurgia italiana. Con una capacità che sfiora il milione e mezzo di tonnellate annue e una gestione logistica che coinvolge oltre un milione e settecentomila tonnellate di rottame e surrogati, la movimentazione dei materiali diventa un elemento tanto cruciale quanto strategico. In questo scenario, ha fatto il suo debutto mondiale la nuova Sennebogen 850 G, disegnata dalla casa produttrice tedesca appositamente per la movimentazione dei rottami e la movimentazione portuale, consegnata da Cesaro Mac Import, dealer italiano Sennebogen, al Gruppo Pittini. Una prima assoluta non solo per la tecnologia che introduce, ma anche per il percorso condiviso tra costruttore, dealer e cliente che l’ha portata a entrare in servizio.
FLESSIBILITÀ SENZA COMPROMESSI
Vista in anteprima al Bauma 2025, la nuova macchina 850 G Hybrid combina prestazioni straordinarie con tecnologie all’avanguardia. La velocità delle funzioni di lavoro, e quindi anche le prestazioni di guida, sono state migliorate, riducendo al contempo significativamente i consumi. La macchina è stata consegnata in acciaieria a Osoppo nel mese di aprile e ha già accumulato oltre 300 ore di lavoro [a luglio 2025 n.d.r]. “Attualmente stiamo lavorando su più turni con carichi gravosi – racconta Stefano Lui, responsabile dell’acciaieria di Osoppo – serviva una macchina che potesse reggere ritmi simili, con un’affidabilità strutturale e una flessibilità operativa senza compromessi”.
RECUPERO ENERGETICO DEL 30%
Oltre a essere molto performante, il caricatore ha anche un altro indubbio vantaggio in termini di risparmio energetico ed efficienza: è il sistema di recupero Green Hybrid, integrato per la prima volta in una macchina di queste dimensioni. Il sistema di recupero di energia è costituito da un accumulatore di gas a pressione installato nella parte posteriore della macchina e da un terzo cilindro idraulico sul braccio. Simile a una molla in tensione, questo sistema immagazzina l’energia generata durante l’abbassamento del braccio nell’accumulatore di azoto e la rilascia nei cilindri di sollevamento durante la successiva operazione di sollevamento. Questo innovativo metodo di risparmio energetico consente un risparmio di circa il 30% di carburante, e quindi di circa 22 tonnellate di CO2 all’anno.
LABORATORIO INNOVAZIONE
Il sito di Osoppo, sede anche dell’headquarter del Gruppo, è da tempo un laboratorio naturale di innovazione. È qui che vengono testate nuove tecnologie e processi prima di essere replicati negli altri stabilimenti del Gruppo Pittini, distribuiti tra Italia ed Europa. È anche qui che la sostenibilità viene interpretata nella sua forma più concreta. Ogni scelta, inclusa quella dell’acquisto di un nuovo caricatore, passa attraverso i criteri ESG. Il rottame, principale materia prima dell’acciaieria, arriva in forme e pesi diversi, e deve essere movimentato con precisione e sicurezza sia all’interno che all’esterno del parco materiali. Per questa ragione, la nuova macchina non è stata pensata come semplice sostituzione di un’altra obsoleta, ma come evoluzione di sistema.
“Lavoriamo con materiali eterogenei – spiega ancora Lui – da piccoli frammenti a pezzi di dimensioni notevoli. Non tutte le aree sono coperte da carriponte, per cui le macchine gommate semoventi rimangono l’unica soluzione per la movimentazione nel parco esterno. Avevamo bisogno di una macchina versatile, potente e stabile”.
CONSULENZA STEP BY STEP
Ma come si è arrivati alla scelta del modello Sennebogen 850 G tra i tanti che ci sono sul mercato? Grazie alla consulenza tecnica di Cesaro Mac Import, dealer Sennebogen e profondo conoscitore del settore. “Quando è sorta la necessità di valutare un nuovo mezzo abbiamo iniziato a guardarci attorno – racconta Enrico Clocchiatti, responsabile acquisti del gruppo – abbiamo contattato altri operatori del settore, raccolto referenze e valutato diversi produttori. Cesaro ha giocato un ruolo chiave nel guidarci attraverso ogni step. Non si sono limitati a proporre una macchina, ma ci hanno accompagnati a vederla, a provarla, a conoscerla”.
IL PRIMO 850 G DEL MONDO
Il modello scelto, come detto, rappresenta la prima unità al mondo della serie 850 G. Come sempre, la macchina è stata adattata alle esigenze specifiche del cliente. In particolare, la macchina è stata allestita con braccio K21, una scelta non banale: la maggiore lunghezza consente all’operatore di raggiungere con agio l’interno dei vagoni ferroviari e di gestire il carico con sicurezza, precisione e velocità. “Abbiamo scelto di salire di taglia proprio per guadagnare in margine operativo – conferma Lui – il braccio più lungo ci consente di alzare di più i cumuli e stoccare maggiori volumi sulla stessa superficie”.
“SPETTACOLARE”: PAROLA DI OPERATORE
Per conoscere la reale valutazione di ogni macchina, è necessario parlare con chi la conosce veramente, ovvero gli operatori. “L’abitacolo è semplicemente spettacolare – racconta Stefano Galasso, operatore con quarant’anni di esperienza in acciaieria, venti dei quali passati su macchine per la movimentazione – è spazioso, ha un sedile completamente regolabile, climatizzazione efficiente e persino un frigorifero interno. Ma quello che più mi ha colpito è la visibilità: la cabina è pulita, priva di ingombri, e la sensazione alla guida è immediata”.
La cabina della 850 G è una cabina Maxcab progettata con la massima attenzione per l’operatore. Colpisce per il design degli interni completamente riprogettato, che soddisfa i più elevati standard di ergonomia e comfort. L’altezza di sollevamento standard della cabina è stata notevolmente stabilizzata dal cilindro di sollevamento articolato centralmente e aumentata a 2,80 m, raggiungendo così una comoda altezza di visuale di 6,10 m.
Galasso, coinvolto fin dalle prime fasi della selezione, è stato anche tra i primi a provarla in Germania. L’approccio è stato quello di chi conosce il mestiere da dentro, e che riconosce la qualità operativa. “È stato amore a prima vista. La macchina è intuitiva, fluida, non ti stanca. Passare da una media di 25 minuti per scaricare un vagone a 17-18 minuti vuol dire molto, soprattutto su scala giornaliera. Anche il nuovo design del polipo, pur con la stessa cubatura, raccoglie più materiale e ne lascia meno in giro, facilitando anche la pulizia con il magnete”.
INDUSTRIA 4.0 E ASSISTENZA CONTINUA
Dal punto di vista tecnico, il cuore della macchina è il sistema di connessione remota. La Sennebogen 850 G è pienamente integrabile in ambiente Industria 4.0 ed è dotata di sistemi che permettono il monitoraggio in tempo reale di parametri operativi come peso, cicli di lavoro, consumi. Una condizione essenziale per accedere anche ai benefici fiscali, ma soprattutto uno strumento gestionale per ottimizzare i processi.
Nelle scelte di acquisto di ogni macchina, pesa sempre l’assistenza, ma anche in questo caso, la risposta fornita da Cesaro Mac Import ha rappresentato un elemento di distinzione. “Il nostro timore era legato al fatto di acquistare una macchina nuova, senza altre referenze operative – commenta Clocchiatti – ma Cesaro ci ha accompagnati passo dopo passo. Hanno garantito una presenza costante fin dal primo contatto. Hanno organizzato visite, formazione, sopralluoghi. Il direttore commerciale, Pietro Cesaro, ci ha accolti di persona in azienda, mostrandoci come funziona il loro centro di assistenza. È stato un dialogo continuo, preciso, mai lasciato al caso”.
La macchina ha già effettuato il primo tagliando alle 250 ore e, finora, il riscontro è stato più che positivo. “Essendo i primi mesi di attività, c’è stato un dialogo serrato con i tecnici per adattare al meglio alcuni parametri – continua Lui – ma tutto è filato liscio. La macchina lavora, e lo fa come ci aspettavamo”.