13 Settembre, 2022
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Tutta l’energia della FORSU

Credits: by Recover 07/2022

La recente crisi ucraina e le minacce di blocco dell’arrivo di gas dalla Russia evidenziano la necessità di investire di più in rinnovabili. Gli impianti per la produzione di biometano da frazione organica possono aiutare?

La transizione energetica è il passaggio dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili a fonti rinnovabili e fa parte della più estesa transizione verso economie sostenibili come da obbiettivi SDG.

L’impegno che sarà messo in atto nei prossimi anni per il raggiungimento di questi obbiettivi sarà altissimo e richiederà tutti gli strumenti umani e tecnologici a disposizione.
L’attuale situazione contingente non farà altro che accelerare se possibile questa necessità. Cesaro Mac Import nel settore dei rifiuti è punto di riferimento per le strategie all’avanguardia, per i trattamenti dei rifiuti organici da raccolta differenziata attraverso digestione anaerobia e compostaggio.

Le strategie di investimento nel settore dalla guerra avranno un ulteriore conferma della bontà di queste. La capacità di un paese di sfruttare tutte le risorse per rendersi autonomo energicamente è sicuramente un obbiettivo strategico se poi queste risorse derivano non dallo sfruttamento del suolo o dall’ambiente ma da fonti come i rifiuti si ottengono due risultati con un unico investimento.

Voi proponete una tecnologia ormai collaudata? Quali sono le sue caratteristiche tecniche?

Grazie alle sue tecnologie negli ultimi 20 anni sono stati realizzati in tutta Italia numerosi impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio che garantiscono di produrre energia rinnovabile (biometano) e compost per l’agricoltura. Gli elementi principali e collaudati sono: l’inserimento in cascata di due processi di trattamento del rifiuto organico da raccolta differenziata, la digestione anaerobica con tecnologia semi dry e a seguire il compostaggio in biotunnel. Questi due processi uniti consentono di ottimizzare al massimo gli effetti degli stessi. La digestione anaerobica come primo passaggio consente di produrre biogas e dopo il processo di upgrading biometano, il digestato scarto di questo processo viene avviato a compostaggio per produrre compost di qualità. Così facendo si riducono drasticamente gli scarti di lavorazione e tutte le acque di processo vengono adoperate nel processo stesso. Inoltre qusta tipologia di impianto è realizzata completamente al chiuso con un sistema di arie a depressurizzazione che consente il contenimento degli odori.
Dal 2012 Ad oggi sono stati realizzati o sono in via di realizzazione 8 impianti integrati.

È applicabile ad impianti di compostaggio già attivi?

La caratteristica di questa tipologia di intervento è che può essere realizzata in fasi successive aggiungendo uno o l’altro elemento. Si può così ottimizzare processi già funzionanti di compostaggio inserendo al Digestione anaerobica che consente una riduzione delle plastiche nella successiva fase di compostaggio e una produzione di biogas e energia elettrica, oppure può essere aggiunta la fase di compostaggio al processo di digestione anaerobica. In questo caso il vantaggio è che il digestato in uscita diventa compost di qualità e fluidi di processo vengno utilizzati all’interno del compostaggio e non devono essere smaltiti.

È un sistema “chiuso” che consente il recupero totale dei rifiuti in ingresso?

Prorio così. Il sistema è stato concepito per ottenrere il massimo dai due processi e ridurre gli scarti. Lo si definisce chiuso per questo. Per ridurre ulteriormente gli scarti viene inserita la nostra macchina nbrevettata Tiger Depack che è in grado di pulire completamente i sovvalli prodotti dalla prima fase di processo. Infatti nella prima fase di tritovagliatura una gli scarti di sacchetti o imballi è ancora carica di materiale organico. Grazie all’inserimento della Tiger è possibile ripulire completamente questa frazione recuperando tutto l’organico che entrerà nel porgesso di digestione e riducendo del 50% il materiale in uscita dall’impianto.

Quanti impianti avete realizzato e quanti progetti attivi avete ora?

Gli impianti integrati realizzati dal 2012 ed attivi ad oggi sono 6, sono in via di realizzazione nel prossimo anno altri 2 e  altri 2 sono in fase di chiusura gara ed affidamento lavori.

Quali ragioni potreste portare a conferma della bontà di questi impianti a risposta di eventuali comitati “nimby”?

La ragione principale è nei fatti e nella bontà dei progetti realizzati fino ad oggi anche in aree con particolari esigenze paesaggistiche e turistiche. L’esempio dell’impianto di Faedo (TN) immerso nei vigneti trentini è stato insignito della bandiera Verde di Legambiente nel 2016 ed è il primo ed unico impianto in Italia da averi ricevuto un riconoscimento di questo tipo.
Siamo attenti al territorio e come partner tecnologico proponiamo sempre la soluzione che consenta di ottimizzare non solo il processo dal punto di vista dell’efficienza economica ma soprattutto dal punto di vista ambientale. Un impianto che è ben integrato all’interno del territorio sarà più produttivo e la popolazione sarà incentivata a mettere in atto comportamenti in grado di farlo funzionare meglio come nel caso di una raccolta differenziata migliore.

In Italia scontiamo il fatto di avere per anni realizzat ojmpianti non tenendo conto del fattore fondamentale della popolazione , creando scontenti e in alcuni casi danni a chi invece si è sempre battutto per lavorare nel pieno rispetto delle regole vigenti e anzi apportando innovazioni di processo. La migliore risposta ai comitati è sempre stata quella dei fatti e di apertura degli impianti a visite ed approfondimenti in modo tale da poter toccare con mano e verificare la bontà degli impegni presi.

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