Credit By Waste - Antonio Fargas

La società lecchese Attività di Recupero utilizza da oltre 10 anni un Sennebogen 835 cingolato con braccio da 18 metri. Da movimentazione a demolizione.

72644793 2475348645884485 214848708120936448 o big

Recupero dei materiali e conseguente trattamento per assicurare un servizio al territorio e rendere il domani migliore.
È questo lo spirito che accomuna due aziende italiane che hanno visto le loro strade incrociarsi. Stiamo parlando della Cesaro Mac Import di Eraclea (VE), che dal 2006 è distributore esclusivo per l’Italia delle machine della linea Green Line per la movimentazione, e della società Attività di Recupero che seguendo l’intuizione di Felice Colli ha sviluppato l’esperienza e la competenza nell’eseguire lavori di demolizione.

Il punto d’incontro, lo avrete già capito, è una macchina Sennebogen. Si tratta del modello 835 Green Line che Colli ha acquistato nel 2010 e che da allora si è sempre dimostrata all’altezza, anche grazie al supporto tecnico e al servizio di assistenza firmato Cesaro.

La nostra attenzione è stata attirata sia dalla macchina da demolizione che, come rivista Costruzioni, non avevamo ancora avuto la fortuna di vedere in azione in Italia, sia dall’idea che la società Attività di Recupero ha avuto nel fare questa scelta.

Il suo Amministratore delegato Luigi Colli, ci spiega come l’azienda di famiglia si è evoluta nel tempo.

69515087 2381536535265697 893272057045843968 o

EX ALFA ROMEO
È uno degli ultimi cantieri in cui l’835 cingolato con braccio B18 si è distinto per potenza e stabilità.

 

La Attività di Recupero ha sede a Colico (LC) e si sviluppa su un’area complessiva di 20.000 m2, principalmente adibiti al recupero e allo smaltimento di tutti i rifiuti speciali non pericolosi.

L’attività contempla il ritiro, la lavorazione, lo stoccaggio e la conseguente commercializzazione di metalli ferrosi e non ferrosi, oltre alla movimentazione di macerie da cantiere e inerti.
La società è stata fondata nel 2003 da nostro padre Felice Colli, da sempre operante nel settore del movimento terra e dei trasporti, che ha visto nel recupero e nello smaltimento di tutti i rifiuti speciali non pericolosi un futuro e prospettive imprenditoriali interessanti.

Da allora abbiamo fatto molta strada la nuova generazione ha convalidato la linea strategica di sviluppo indicata dal papà, allargando le attività alle demolizioni civili e industriali. Questo è il percorso che negli ultimi anni ci ha portato a investire molto nel settore della demolizione, sia civile, sia industriale.

Vogliamo continuare proprio in questa direzione, specializzandoci con l’incremento costante di esperienza, abilità tecniche e investendo in strumentazioni e macchine specifiche.

Oggi l’azienda conta 25 collaboratori e dispone di un parco macchine diversificato e sviluppato all’insegna della versatilità operativa e dell’affidabilità tecnica.

Lavorate esclusivamente nelle vicinanze della vostra sede oppure guardate a orizzonti più lontani?

La nostra sede è a Colico, in provincia di Lecco, e abbiamo iniziato lavorando principalmente sia nelle zone a noi limitrofe dove il tessuto industriale e la filiera della metallurgia ci ha permesso di maturare una esperienza tecnica specifica prima nel recupero materiali e poi nelle demolizioni. Negli ultimi anni abbiamo effettuato bonifiche e demolizioni in tutto il Nord Italia.
Per il momento non abbiamo ancora acquisito cantieri all’estero.

Avete alle vostre spalle un portfolio lavori di tutto ri-spetto. C’è un cantiere recente che vi ha impegnato par-ticolarmente?

Uno degli ultimi progetti a cui abbiamo lavorato è quello della fase conclusiva dei lavori di demolizione dello storico stabilimento Alfa Romeo di Arese (MI).
L’area interessata è quella dell’ex stabilimento, di cui abbiamo demolito una vasta zona comprendente edifici in calcestruzzo, strutture in carpenteria metallica e serbatoi BTZ.
Alle demolizioni avvenute nel 2013 per fare posto sia all’attuale struttura commerciale "Il Centro" sia a spazi funzionali allo svolgimento in sicurezza di Expo 2015, è infatti seguito il completamento della bonifica del territorio con la demolizione degli edifici del cosiddetto corpo centrale dello stabilimento Alfa, che un tempo ospitava uffici e attività di servizio per i dipendenti della casa del Biscione. Tra questi edifici anche il cosiddetto Alveare, che era collocato nella parte immediatamente antistante al palazzo del Centro Tecnico. Quest’ultimo è stato conservato per il valore attribuito alla sua particolare architettura.
Dall’inizio del cantiere di Arese, ovvero nel luglio 2019, fino a inizio 2020, abbiamo alternato differenti macchine in cantiere, ma il nostro Sennebogen 835 Green Line non lo abbiamo mai spostato. Ha lavorato costantemente fino alle fasi conclusive dei lavori.

In quale operazioni si è maggiormente distinta la vo-stra 835 da demolizione?

All'interno della vasta area di demolizione di Arese, oltre alle strutture in calcestruzzo armato con appendici in metalli, erano collocati anche quattro serbatoi BTZ (stoccaggio di combustibili a basso tenore di zolfo) alti circa 14 metri ciascuno. Abbiamo impiegato circa due settimane per demolirli tutti e quattro, utilizzando esclusivamente la Sennebogen 835 allestita con il multiprocessore CK36, all'estito con kit cesoia, di VTN Europe. Questa versatile attrezzatura è un acquisto recente, ma il Sennebogen 835 Green Line lo abbiamo comprato nuovo nel 2010 e in 10 anni d’attività ha dimostrato la sua qualità globale e, grazie alla sua comprovata versatilità operativa, è stato di supporto in molte operazioni.

Per quali applicazioni specifiche avete utilizzato la 835?Sono state più le demolizioni civili o industriali?

Abbiamo spesso sfruttato tutta l’altezza raggiungibile dalla 835, ovvero 18 metri al perno attrezzatura, per demolizioni sia civili, sia industriali. Abbiamo operato e demolito strutture in c.a. con diverse attrezzature tra cui la pinza NPK SV250 e strutture in carpenteria metallica montando invece cesoie della VTN come le CI3000 o CK36.

Quali caratteristiche rendono la Sennebogen 853 Green Line cingolato per voi “insostituibile”?

Per i “giovani” di famiglia, questa macchina ha da sempre rappresentato una sorta di scelta azzardata di nostro padre Felice. Dico così perché si trattava di un’esperienza totalmente nuova ma ora, a dieci anni di distanza, possiamo dire che la 835 si è rilevata un valore aggiunto per la nostra azienda.
Avevamo un parco mezzi quasi interamente costituito da macchine Liebherr e l’acquisto della Sennebogen 835 è stato per noi un salto nel buio.
In principio, la macchina veniva principalmente utilizzata in sede a Colico (LC), equipaggiata con una benna bivalve per la movimentazione di inerti e macerie.

Questo perché dieci anni fa non ci oc-cupavamo ancora di demolizioni.

A conti fatti, possiamo dire che l’acquisto della Sennebogen è stato lungimirante. In particolare perché sin dall’acquisto è stata prevista la possibilità di dotare la macchina non solo di un caricatore industriale, ma anche di supportare attrezzature per la demolizione; prerogativa rivelatasi oggi irrinunciabile.

Dopo dieci anni di utilizzo sul campo, quali sono a vo-stro parere i punti di forza della 835?

Le qualità che rendono Sennebogen 835 per noi insostituibile sono diverse. Riassumiamo le principali. Innanzitutto, la 835 dispone di una stabilità del carro e della macchina che secondo la nostra esperienza sono nella sua totalità senza eguali.
Il suo carro allargabile idraulicamente, passa da 3.000 mm di larghezza minima a un’estensione massima di ben 4.000 mm.

La visibilità è ottima grazie alla possibilità di sollevamento della cabina e ovviamente della sua inclinazione (cabina tiltabile).

Questa caratteristica unita al braccio che consente di raggiungere un’altezza operativa di 18 metri permette una visibilità senza pari sui punti d’attacco.
Un’altra peculiarità per noi fondamentale è la rotazione della torretta a 360° pur mantenendo una stabilità uniforme e un bilanciamento a nostro parere ottimale. L’operatore è quindi in grado di procedere con la demolizione frontalmente, ruotando per movimentare e deposi-tare al posteriore il materiale abbattuto senza perdere stabilità e senza dover avvicinare il braccio alla cabina per bilanciare il contrappeso generale. Si tratta di una caratteristica che noi troviamo di grande utilità e che si traduce in maggior efficienza e velocità di lavoro.

 

 

 

Seguici sui Social